Abbazia di Casamari - prolocoveroli

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Abbazia di Casamari

fotografie di Antonio Grella

Nel territorio di Veroli è l’Abbazia di Casamari, costruita sui resti dell’antica Cereatae Marianae, patria del console romano Caio Mario, da quattro chierici verolani di nome Benedetto, Giovanni, Orso e Azzo nel 1005. Nell’anno 1152 ai Benedettini successero i Cistercensi, per opera di S. Bernando, mandato da Eugenio III.
I lavori di costruzioni dell’attuale Abbazia iniziarono nel 1203 (la prima fu benedetta da Innocenzo III) e furono affidati al monaco architetto Guglielmo da Milano. Nel 1217 essa fu consacrata da Papa Onorio III dedicandola ai Santi Giovanni e Paolo e alla Vergine Assunta.
Questa monumentale abbazia, seguendo le vicende di Veroli, ha avuto pagine gloriose e tristi di storia. Basta ricordare le devastazioni dei Saraceni, di Giovanni Calcola e Attendolo Sforza nel 1417, delle truppe napoletane nel 1799 e dei reazionari nel 1816.
Fortunatamente la massiccia costruzione ha resistito a tante barbarie, mantenendo intatta la purezza della linea e della grandiosità dello stile dell’architettura gotico- cistercense in Italia.
Nell’entrare in abbazia si attraversa un passaggio sotto la casa abbaziale, anticamente riservata all’abate commendatario. La costruzione nel versante d’ingresso è ingentilita da una loggia a bifore, poggiante su un arioso arco a tutto sesto, che ne ingloba altri due di diversa dimensione.
Maestosa e severa è la facciata della Basilica. L’interno dell’atrio è formato da tre volte a crociera costolonate. L’ingresso principale è realizzato da un insieme di archi sorretti da semicolonne  pensili e da colonne negli angoli. La lunetta presenta motivi decorati con due croci greche e una stella floreale a otto raggi.
La Basilica ha forma di croce latina a tre grandi a tre grandi navate con ampie arcate a sesto acuto. La navata maggiore consta di sette arcate ogivali che danno luce ed entrata alle navate laterali. Inizialmente riceveva fasci di luce da 88 finestre, ma nel 1572, il cardinale Monelli, commendatario dell’abbazia, ordinò che molte finestre fossero chiuse a causa del freddo.
Nell’abside si aprono cinque monofore ed un rosone a sei lobi. Qui è collocato il coro dei monaci che originariamente, secondo le regole cistercensi, era previsto davanti l’altare maggiore.
Nel transetto si aprono 4 cappelle, mentre l’altare maggiore è sormontato da un baldacchino barocco donato dal Pontefice Clemente XI, che contrasta in maniera evidente con la funzionalità e la linearità della struttura gotico–cistercense.
Il chiostro quadrato presenta su ogni lato 4 bifore a tutto sesto. Sul lato sud è da notare un capitello con piccole teste che secondo la tradizione rappresentano Federico II, Pier delle Vigne e l’abate Giovanni V di Casamari.
Dal chiostro si può osservare il basso campanile con un piano di grandi bifore, rette da fasci di tre colonnine; esso fu ristrutturato nel XVII secolo.
La sala capitolare, di forma quadrata, rappresenta un vero gioiello di architettura. Quattro grandi colonne sorreggono la meravigliosa volta gotica cordonata.
Il refettorio è formato da una vasta sala divisa da sette possenti colonne cilindriche coronate da grossi capitelli ottagonali. In origine l’enorme ambiente era il dispensarium, cioè il magazzino dell’abbazia. All’interno del monastero vi è un Museo Pinacoteca, sistemato in diverse sale duecentesche. Ospita numerosi reperti archeologici rinvenuti nella campagna circostante, tra cui possiamo ammirare: cippi marmorei, residui di mosaici, monete romane, tronchi di statue e degli ex voto in terracotta. Nella pinacoteca si possono altresì ammirare opere raffiguranti: S. Antonio, e S. Agostino di Cecco del Caravaggio, La Deposizione di Filippo Draghi, Gesù e la Samaritana e La Fuga in Egitto di Annibale Caracci, La Madonna col Bambino e San Giovanni della Scuola di Raffaello. La Biblioteca conta circa 25.000 volumi, pergamene e incunaboli.
L’abbazia di Casamari con Regio Decreto del 28 febbraio 1874 è stata dichiarata monumento nazionale.

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