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la storia di veroli

Da quando era ancora alleata di Roma, Veroli ha fatto molta strada, ma la sua storia la porta ancora sulla propria pelle: si può leggere sulle pietre, percorrendo i vicoli, entrando nelle chiese, ascoltando le numerose leggende sulle sue origini.
In alcuni punti particolari dl suo tessuto urbano, le epoche del passato hanno così abbondantemente lasciato reperti, che si ha percezione della Storia in maniera quasi fisica, nella sua totalità: il romanico convive con il 700, indizi paleocristiani fanno da contraltare ai portali gotici, fortificazioni megalitiche affiorano qua e là sotto la trama minuta dell’edilizia medievale. Tutto appare magicamente confuso, ma tutto è segno tangibile ed attuale, di quello che per Veroli ha rappresentato la Storia.
Tracce delle sue origini pelasgiche sono tuttora evidenti nel lungo tratto di cinta muraria della parte alta del paese, mentre testimonianza del prestigio raggiunto durante il felice periodo di alleanza con Roma sono i celeberrimi "Fasti Verulani", frammento di calendario romano del I secolo dopo Cristo, concesso a Veroli per premiare la fedeltà, e visibile ancora oggi in uno degli ambienti medievali più suggestivi della città: il cortile di casa Reali.
Ed è proprio il medioevo una delle epoche più favorevoli per lo sviluppo di Veroli: borgo Santa Croce, borgo San Paolo, il quartiere che dalla Civerta scende giù fino a Largo Arenara, la zona di San Leucio con la Rocca (dove venne rinchiuso Papa Giovanni XII) sono splendidi esempi di una situazione storica e culturale che ha prodotto in urbanistica gioielli ambientali di ineguagliata fattura.
La storia, così antica per Veroli e così ricca, è spesso confusa, imprecisa, controversa, mai i segni di tutto il tempo che è passato, da quando i primi Ernici vi abitarono quello sembrò il loro ‘sasso’ sicuro ad oggi, ci sono ancora tutti; segni di eventi che altrove avrebbero prodotto i loro effetti sulla vera Storia, quella grande, quella che porta cambiamenti nel mondo e di cui Veroli registrava certo un’eco ovattata, stemperata nei fatti quotidiani di una storia minore, meno emozionante, meno concitata, che a raccontarla somiglia più all’aneddoto che alla cronaca ma non per questo meno nobile e meno appassionata.
E’ una storia che spesso non si trova scritta che sul volto degli uomini che la raccontano oggi, i vecchi, quelli che a loro volta l’hanno ascoltata dai loro vecchi: una storia a tratti lacunosa, fatta di episodi e di curiosità, di belle imprese e di momenti incerti, una storia che dopo gli ultimi sconvolgimenti locali del IX secolo, dovuti alla sanguinose devastazioni saracene, registra una sostanziale tranquillità sociale fino ai periodi più recenti.
Le successive guerre, le carestie, il terremoto del 1350, la peste del 1600, non hanno impedito più di tanto che Veroli percorresse fino in fondo il proprio progressivo adeguamento coi tempi.
Oggi Veroli è una città bella ed accogliente, sufficientemente lontana dai frastuoni di quella che un tempo le era alleata, e saggiamente appagata da questa sua dimensione più modesta, vissuta ai margini di una realtà sempre un tantino più veloce della sua, ma che proprio in questo ha saputo riporre tutto il fascino che oggi, con orgoglio, vi invita a conoscere.

Massimo Terzini

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